Cosa fare

La Valle del Santerno – indiscutibilmente bella!

Raccontata spesso per le sofferenze subite durante l’ultimo conflitto mondiale, apprezzata per la qualità dei luoghi di ristoro o usata, non sempre a buon fine, come svago dagli abitanti dele città.

Abbandonata per tanti anni nella cura delle sue emergenze naturali come si tralasciasse di leggere un libro che impegna troppe energie per arrivare a scoprirne tutto il contenuto. Ora l’istituzione del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, inserita per legge nella Marcoarea Romagna ci impone di guardare la Valle con attenzione diversa. Le polemiche che per tanto tempo si sono alimentate sulla creazione del Parco hanno riacceso l’interesse su un paesaggio unico, che rischiava di essere guardato come si guarda, con noia, un cartellone pubblicitario.

Si deve ripensare questo territorio come fonte di cultura praticata in modo equo da tanti ci hanno preceduto tanto da lasciarcelo con le caratteristiche ambientali non ancora compromesse.

Spetta a noi  contemporanei, riportare la memoria della Valle e del suo fiume ad essere esercizio quotidiano per curare, salvaguardare e mantenere un tesoro e come tale unico agli occhi di chi ne gode.

Vi aspettiamo per apprezzarne la bellezza, le nostre strutture di accoglienza e i nostri prodotti di qualità.

Comune di Borgo Tossignano
Piazza Unità d’Italia 7
Tel. 0542 91 111 – Tel. 0542 91 212 – Fax 0542 94 414

Superficie del territorio comunale
Kmq 29,12

Altezza sul livello del mare
da 75 a 563 metri

Popolazione nel territorio comunale
3332 abitanti (al 31 dicembre 2013)

 

Informazioni utili

Giorno di mercato
Sabato pomeriggio

Servizi culturali, ricreativi e sportivi
– Biblioteca
– Scuole
– Sala polivalente
– Campo sportivo, campi da tennis e stadio
– Campo mini pich
– Casa delle associazioni

Altri centri
– Tossignano, a circa 3 km da Borgo Tossignano
– Codrignano, a circa 4 km da Borgo Tossignano

La storia

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Origine del Borgo

Il Borgo di Tossignano sorge nel 1198 a seguito della distruzione ad opera delle truppe imperiali del centro storico ubicato a monte. Il territorio della vallata del Santerno (anticamente Valtreno) ha visto l’avvicendarsi di molti popoli, sono stati ritrovati reperti archeologici villanoviani (custodimi nel Museo di Imola) e segni della presenza romana come la Stele Cesi, oggi custodita all’Archiginnasio di Bologna. Sempre di epoca romana i resti di una cava di gesso.

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Estrazione del gesso e gessaroli

La pietra di gesso fu usata fin dai tempi antichi, romani e greci ne conoscevano l’uso e anche in Egitto fu usata nella costruzione delle piramidi.
In tempi più recenti il mestiere del gessarolo era praticato da buona parte della popolazione locale anche come risolrsa secondaria rispetto all’agricolutra. Il processo di estrazione era fatto a mano e la cottura del materiale nei forni a civetta. Con l’avvento dell’industrializzazione, la trasformazione della pietra fu fatta in forni meccanici e il mestiere del gessarolo è andata a scomparire.
Negli anni 80 del secolo scorso è stata chiusa l’ultima cava, quella del Tramuasso.

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Rocca di Tossignano

Distrutta nel 1198 poi ricostruita dai bolognesi nel 1256. Sede di un presidio militare di Caterina Sforza fino alla resa alle truppe del Valentino nel 1500. Ramazzotto dei Ramazzotti signore di Tossignano dal 1530, la fortificò ulteriormente col baluardo delle mura che circondava il paese.
Rasa al suolo nel 1538 dal Governo di Imola. Ancora ricostruita, come attestano i disegni di Giacomo Tomba, alla fine del settecento fu poi centro di furiosi combattimenti dell’ultima guerra. Ancora visibili parte delle mura e torri. Offre la visione di un panorama emozionante.

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La guerra e il ponte Bailey

Il ponte in ferro è l’unica vestigia rimasta del ricordo del passaggio del fronte bellico. Sostitui il ponte sul Santerno distrutto dai bombardamenti aerei, fu poi collocato a guerra finita, sulla via Rineggio dove ancora è visibile, su richiesta delle numerose famiglieche allora abitavano la riva sinistra del fiume.

L'Ambiente

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Parco Lungo Fiume

Inaugurato nel 1998 e realizzato dall’Amministrazione Comunale anche con fondi Europei con un bando che vedeva abbinato il recupero del lungofiume e della scuola di Tossignano per la realizzazione del progetto “I gessi e il fiume”.
Offre una visione panoramica della Vena del Gesso che sovrasta il paese e un primo contatto diretto con la vena e il corso del Santerno con i suo affioramenti argillosi e la sua vegetazione autoctona.

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Calanchi di Rio Mescola

Chiamate con questo termine le forme irregolari che le rocce argillose prive di copertura vegetale assumono per azione delle acque dilavanti. Nella valle del Santerno si possono incontrare da Ponticelli a Borgo Tossignano dove affiorano le Argille Azzurre plio-pleistoceniche. Questo ambiente selvaggio screpacciato d’estate e sottoposto a colate di fango in inverno rende la vita inospitale e difficile anche per la vegetazione spontanea che ha il massimo rigoglio nel periodo primaverile.

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Parco Regionale della Vena del Gesso

Imponente catena gessoso-solfifera, si sviluppa per 20 chilometri interessando le province di Bologna e Ravenna tra la valle del torrente Sellustra e quella del fiume Lamone.
Nella sua storia geologica ha subito molte fratture trasversali dislocandosi in tronconi che si sono inclinati in modo diverso, mettendo a volte d fronte banchi di età e spessori diversi.
I fiumi che scendono dall’Appennino hanno trovato in queste fratture delle zone di maggior debolezza dove poter incidere la catena rocciosa.

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Monte Penzola

A quota 427 metri sul livello del mare è la cima più alta della parte occidentale della Vena del Gesso. Esempio spettacolare del raddoppio tettonico. Osservando la cima si vedono i primi 5 cicli gessosi inclinarsi verso l’alto e sovrapporsi, tagliandoli, ai primi 6 cicli della parte est della dorsale.

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La Rocchetta e le Banzole

Il Castrum Rochitae raggiunse il massimo della sua importanza nel 1300. La sua fortezza sorgeva in cima alla Vena del Gesso di fronte a Monte Battaglia. Presso la casa colonica detta ” La Roccaccia” si possono vedere affiorare i resti delle fondamenta.
Poco sotto lo sperone roccioso rimangono i resti dell’antica villa ” Le Banzole ” di proprietà della famiglia Oriani, rimasta nella memoria popolare come luogo di un attacco del “Passator cortede re della strada re della foresta”.

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Rio Sgarba e gola di Tramosasso

Area interessata dall’escavazione del gesso a cielo aperto e poi in galleria, ha visto modificare il corso del rio che scorreva sotterraneo in più punti. Rimaste alcune zone in cui lo Sgarba scorre subaereo. Interessante percorrendo la gola è percepire il repentino cambiamento climatico. Le cave sono rifugio di diverse specie di pipistrelli.

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Il Castagneto di Campiuno

Il castagneto a minor altitudine della Romagna vegeta su un fondi di arenaria profondo e ben drenato. Monumentale per la vetustità delle piante che la compongono, fa pensare nelle giornate di nebbia a immobili giganti. Il castagneto produce un frutto di qualità che viene commercializzato con l’IGP Marrone di Castel del Rio.
Altri castagneti sono visibili sul versante nord della Vena del Gesso tra Monte del Casino, Cà Budrio e Sasso Letroso.

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Riva di San Biagio e la Sorgente di Rio Gambellaro

La parte più monumentale dell’emergenza della Vena del Gesso Romagnola. Il parco Regionale ha scelto la sua immagine come proprio logo. La terra di luna (selenite) appare chiaramente, in questo sito, nella sua struttura geologica e nel suo fascino.

Il Rio Gambellaro invece si apre al vertice settentrionale dell’affioramento dei Gessi di Monte del Casino: le acque si gettano nel Santerno dopo un percorso sotterraneo di 4 km a sud di Codrignano. L’ingresso della cavità è a qouta 153 metri sul livello del mare.

Arte e Monumenti

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Il Campanile

Opera conclusa nel 1843 ha resistito alle avversità meteorologiche e alla guerra. Sottoposto a diversi restauri manutentivi di cui l’ultimo nel 1997 ha mantenuto intatta la struttura originaria. Alta 46 metri è un capolavoro dell’architetto G. Brighenti.

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Palazzo Baronale

Antica residenza del conte d’Altemps, costruita a metà del 500 e quasi rasa al suolo dall’ultima guerra. In seguito decorata alle pareti con dipinti ritraenti soggetti di vita paesana, opera di Giacomo Zampa, andati completamente distrutti.
Le sanguigne di preparazione sono custodite presso la fondazione Cini di Venezia. Acquisito alle comunità dal Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnolo attaraverso un finanziamento del Piano Rurale e ristrutturato con fondi propri del parco. Allestito come Centro Visita, contiene l’esposizione del “Fondo Bentini” di reperti geologici e il Museo della Cultura Materiale V.Mita. La struttura è stata finalizzata come sede di studi e convegni sulla Vena del Gesso e laboratori didattici per le scuole, in quanto dotata di una biblioteca a tematica geologica i cui volumi e pubblicazioni scientifiche sono stati donati dal prof. G.B. Vai.

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Opere artistiche

Il patrimonio artistico dal territorio è stato disperso o distrutto dalla guerra. Restano una Madonna della spiga della fine del XIV e una Pietà custidte nella chiesa di S. Michele. Nella chiesa di Borgo è visibile la Vergine Assunta di pregevole fattura e un S.Girolamo a Tossignano di G. Zampa.
Pittore forlivese del settecento (ha lavorato nella sua città e a Imola) ha vissuto gli ultimi anni a Tossignano dove fu sepolto nella chiesa di S. Girolamo.
Di pregevole qualità le opere contemporanee di Germano Sartelli: i fiori del Santerno e la fontana della piazza.

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I monumenti ai caduti della guerra

La presenza nel nostro territorio di due monumenti a ricordo delle vittime delle guerre 1915-18, ne fa motivo di riflessione sull’alto numero di morti che questi flagelli hanno portato; distruzione di famiglie intere e immense sofferenze. Una memoria per non ripete quegli orrori. A Borgo Tossignano fu inaugurata nell’ottobre 1928 (Via Marconi) l’opera dello scultore faentino Casalini e a Tossignano nel novembre dello stesso anno nell’allora bosco del littorio oggi parco S.Mamante, l’opera in bronzo dello scultore bolognesi Minguzzi (padre).